Mise en place: le 10 regole d’oro che fanno la differenza… per me

Data: 29 marzo 2012

Care amiche,

mi piacerebbe raccontarvi qui la mise en place perfetta per la vostra tavola, ma – come sempre in tutto ciò che riguarda l’eleganza e la bellezza – penso che le regole vadano un po’ interpretate.

E poi, come dice Lina Sotis, le belle serate sono come le belle donne: amano far parlare di sè… quindi non assecondate le regole senza pensare: è la vostra serata, fate vostra anche la mise en place!

Ecco quindi le mie 10 regolette d’oro:

  1. Il tempo: se l’occasione è importante, datevi tutto il tempo che ci vuole per provare l’effetto, gli abbinamenti, la sensazione dell’ambiente. Come una donna allo specchio, la tavola vuole attenzione, cura del dettaglio e occhio attento.
  2. La stanza: più luminosa possibile, e nella bella stagione una finestra aperta.
  3. Le sedie: stile poltroncina, che invitino a gustarsi il tempo trascorso a tavola, anche con il corpo. E possibilmente con il bracciolo, su cui appoggiare il gomito in piacevole comfort.
  4. L’assegnazione dei posti: aspetto importante, che va gestito bene e al momento giusto, come abbiamo già visto. La tradizione e l’etichetta chiedono che l’ospite maschile più importante sieda a fianco della padrona di casa, e la sua signora alla destra del padrone di casa… ma anche qui, mi prendo delle libertà: il piacere di creare la situazione significa per me anche variare queste piccole regole, e – per esempio – mettere vicini due vecchi amici che non si vedono da tempo, oppure lasciare uno scapolo d’oro in un angolo di tavolo tutto femminile… l’unica regola da non trasgredire mai è il buon gusto, applicato al benessere degli ospiti.
  5. La tovaglia: sempre bianca immacolata, che sfiori il pavimento (e sia stirata sul tavolo). Oppure, senza tovaglia, se il tavolo è sufficientemente interessante e gli ospiti disinvolti.
  6. I bicchieri: la regola li vorrebbe trasparenti, specie per il vino, ma a me piacciono di vetro colorato, specie in questa stagione primaverile.
  7. Le forchette: non più di due, al massimo tre. Se le portate sono molte, si cambiano durante il pasto, ma per favore evitiamo quelle ridicole “parate” di stoviglie!
  8. La decorazione: sempre con fiori, che rispettino la stagione e possibilmente rimandino a ciò che si mangia, o per i colori, o per una suggestione di qualche tipo. Mi piace anche usare dei piccoli mazzi per accompagnare i segnaposto. In primavera ed estate, poi, adoro l’effetto “appena colto” di un mazzo di fiori appoggiato tra i piatti con nonchalance. Una cosa che non amo (ma che affascina molti) sono i petali sulla tovaglia.
  9. I doni: se ricevo un dono, mi pare importante dare la giusta soddisfazione a chi me l’ha portato, aprendolo subito e – se si stratta di qualcosa da mangiare o bere – inserendolo nel menu.
  10. La sorpresa: mi piace fare una sorpresa ai miei ospiti. Può essere una specialità da gustare, particolarmente inaspettata, un invitato imprevisto, una bella notizia da festaggiare tutti insieme.

Bene, ora che vi ho raccontato i miei piccoli-grandi segreti, spero vorrete ricambiare raccontandomi i vostri, vi aspetto!

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