Arte del ricevere: come cambia nel tempo

Data: 09 luglio 2013

Evoluzione del bon ton e arte del ricevere Matilde Vicenzi

Arte del ricevere, bon ton, galateo… già le parole sembrano avere un che di desueto, non trovate?

Eppure continuo a vedere giovani amiche come Veronica, Eleonora e Federica occuparsi attivamente del piacere di ricevere, e la cosa mi riempie di gioia.

Ritengo infatti che l’educazione e l’attenzione ai propri ospiti – in qualunque occasione – non passi mai di moda, anzi, come dimostra la sensibilità delle nuove generazioni rispetto a questi temi.

Vediamo quindi quali sono le evoluzioni di questa arte…

La tecnologia

I contatti personali non passano più da un biglietto, magari recapitato a mano insieme a un fiore, ma da apparecchi elettronici: un invito, oggi, si riceve con lo smart phone, il tablet o il PC… permettetemi di dire:

“E allora?”

Allo stesso modo in cui un cartoncino augurale non deve mai essere scritto senza pensare alla persona cui è destinato, così anche un SMS o una mail sottostanno alla stessa regola.
E, credete a me che scrivo sul web da oltre tre anni, se chi scrive è sciatto e poco attento, si vede benissimo, sia su un mazzo di rose sia su Facebook.

Le occasioni

Un happy hour, un brunch, un barbecue… certo quando Monsignor Della Casa scriveva il suo Galateo tutto questo non esisteva.Galateo di Monsignor Della Casa Matilde Vicenzi

L’ora del tè, una colazione, la cena più o meno formale: erano questi, originariamente, gli appuntamenti in cui esercitare le attenzioni dell’arte del ricevere.

In fondo, però, si tratta sempre di sapersi adattare, conoscere cosa aspettarsi e cosa proporre, né più né meno che nell’800.

Quello che cambia sono i linguaggi e le forme esteriori (certo non si usa più il baciamano, ad esempio, ma la stretta di mano accompagnata da un momento di attenzione personale con contatto visivo, quella sì), ma l’approccio di sincera e aperta cortesia che caratterizza le migliori occasioni conviviali non cambia mai.

I formalismi

Quindi – mi direte voi – ci stai dicendo che nulla è cambiato?

Non è così. La cosa che è cambiata completamente, e finalmente, sono i formalismi.

Quegli atteggiamenti poco spontanei e stereotipati che forse potevano sorreggere i poco sicuri di sè, grazie a formule codificate e sempre uguali. Certe frasi, certi gesti, certi… formalismi, appunto.

Chi è giovane – nell’età e nel cuore – oggi non ha bisogno di dimostrare affettazione, ostentare modi ricercati: il bon ton del 2013 è proprio il contrario di tutto questo.

Perché la bellezza dello stare insieme è tanto più intensa quanto più sa essere autentica, non trovate?

Aspetto come sempre i vostri pareri su Arte del ricevere e Bon ton nel 2013!

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