Arte del ricevere ai tempi del Carnevale. E una maschera di zucchero come segnaposto

Data: 25 febbraio 2014

Mie care amiche,

arte del ricevere – lo dico sempre – per me significa una cosa sola: far stare bene i propri ospiti.

E se gli ospiti vogliono festeggiare il Carnevale… non sarò certo io a privarli di questo piacere!

Arte del ricevere ai tempi del CarnevaleQuindi mi prodigherò a preparare loro qualche bel dolce a tema (suggerisco ad esempio gli allegri Biscottini di Carnevale di Maria Grazia) e farò in modo che la tavola sia in tema con lo spirito festoso e allegro di questo periodo.

Il tipo di decori da scegliere dipende naturalmente dall’orario, dagli invitati e dalla presenza o meno di bambini (per i quali, nel caso, sarà opportuno allestire una tavola a parte), ma eccovi qualche spunto per le vostre occasioni conviviali con questo tema.

1 – Coriandoli sì o coriandoli no?

Chi mi conosce sa quanto io ami l’eleganza delle tavole immacolate e la pulizia assoluta… per questo motivo non sono incline a decorare l’ambiente dove si mangia con coriandoli, stelle filanti o altro.

Detto questo, non biasimo chi ama ravvivare la tavola e gli ambienti con tali festoni, dico solo che… non li troverete a casa mia!

2 – Proporre agli ospiti una maschera speciale.

La maschera è un simbolo che mi è sempre piaciuto, la trovo legata a un gioco, a una sorpresa avvincente.

La sorpresa però, in questo caso, ve la faccio io servendovi una maschera… di zucchero, proprio al vostro posto.

Mi riferisco alle maschere segnaposto (o centrotavola) descritte nel video qui sotto: non trovate anche voi che siano un’idea simpatica, oltre che perfettamente in tema?

3 – E se facessimo un viaggio ideale nei sapori?

Una della tante bellezze della nostra Italia sta nella tradizione pasticcera, ricchissima e variegata, almeno quanto il territorio del nostro paese.

E dunque, perché non sbizzarrirsi a preparare qualche dolce di una tradizione carnevalesca regionale diversa dalla nostra?

Lievitati, fritti, al cioccolato… il Carnevale, su e giù per la penisola, prende mille dolci sapori, tutti interessanti e da scoprire!

4 – Per la conversazione: indovina come si chiama questo dolce.

Nel gustare i dolce di Carnevale, la conversazione va spesso sulle sue diverse denominazioni a seconda della regione di provenienza…

Ci credo bene: sentite, ad esempio, quanti nomi ha questa specialità, a seconda della sua provenienza:

Bugie, Cenci, Crogetti, Chiacchiere, Cioffi, Crostoli, Cunchiell’, Fiocchetti, Frappe, Galani, Gale, Garrulitas, Gasse, Grostoli, Guanti, Intrigoni, Lasagne, Lattughe, Manzole, Maraviglias, Melatelli, Pampuglie, Risole, Rosoni, Saltasù, Sfrappe, Sfrappole, Sfrelle, Stracci, Strufoli.

5 – Lo scherzo vale, purché di gusto.

Se è certamente vero che “A carnevale ogni scherzo vale”, come recita il proverbio, è altrettanto vero che lo stile e il savoir faire valgono per me ancor più del Carnevale.

Quindi divertiamoci pure con qualche scherzo o storiella divertente, ma ricordiamoci sempre che il benessere nell’arte del ricevere sta nel far stare bene a tutti, e il senso dell’umorismo è sempre molto soggettivo.

Vi lascio con il video cui ho accennato sopra: in pochi minuti imparerete a preparare delle graziose maschere di glassa fondente o pasta di zucchero, da utilizzare come centrotavola o segnaposto.

Buon carnevale a tutte!

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